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martedì 10 novembre 2009

Nicola Cosentino e la camorra: Ghedini grida al complotto mentre Fini prende le distanze

di Domenico Giampetruzzi
La puntata di giovedì scorso di Annozero ha affrontato il tema dell'intreccio mafia e politica in Italia partendo dall'ultima situazione scabrosa che ha investito l'amministrazione comunale della città di Fondi. E' stata costretta a dimettersi per evitare lo scioglimento della stessa per associazione di stampo mafioso.
Nel corso di quella puntata tv gli ospiti in studio hanno parlato anche della difficile situazione campana dove la camorra ed in particolar modo il clan dei Casalesi, come hanno fatto a Fondi, ha una sostanziale influenza e collusione con il mondo politico partenopeo.
Già in quella occasione si era ventilata l'ipotesi che l'attuale sottosegretario al Tesoro, Nicola Cosentino, era ben gradito dal clan dei Casalesi come candidato presidente di Regione alle prossime elezioni regionali campane.
In questi giorni si sta discutendo molto del sottosegretario all'Economia perchè è arrivata una richiesta di arresto dal magistrato di Napoli, Raffaele Piccirillo, per i suoi rapporti con il clan camorristico dei Casalesi. L'accusa nei confronti del deputato del Pdl è di concorso esterno in associazione mafiosa.
La Camera dei deputati ha analizzato la richiesta dei magistrati e ha provveduto a notificarla.
La questione Cosentino sta spaccando in due la maggioranza creando due fronti. L'avvocato del premier Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, difende Cosentino e controattacca. "Nicola Cosentino -afferma il deputato del Pdl- ha sempre svolto con passione ed onestà l'attività politica. Le accuse mosse appaiono tanto più incredibili ed inconsistenti solo ad osservare che da moltissimo tempo sono annunciati, a mezzo stampa, indagini e provvedimenti nei suoi confronti, al solo evidente fine di screditarlo ed impedire una fisiologica ed ottima candidatura alla guida della regione Campania".
Il premier Berlusconi ha detto a Cosentino di andare avanti e di tenere duro. Dello stesso avviso anche altri parlamentari e rappresentanti del Pdl Italo Bocchino, Sandro Bondi e Daniele Capezzone.
Di parere opposto il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Intervistato da Sky tg24 il presidente Fini ha escluso Nicola Cosentino dal novero dei possibili candidati alle prossime elezioni regionali campane. "Non ne ho parlato con Berlusconi -dichiara la terza carica dello Stato- ma non credo rientri nel novero delle cose possibili".
Il sottosegretario all'Economia ha commentato a caldo la richiesta dei magistrati: "A questo punto voglio leggere le carte, voglio capire da cosa mi devo difendere. E' complicata la storia - ha risposto Cosentino al giornalista che gli chiede se farà un passo indietro dalla corsa per le elezioni regionali in Campania - perché la mia candidatura nasce dal territorio. Certo bisognerà riflettere. Voglio prima capire le accuse che mi vengono contestate".

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