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domenica 1 novembre 2009

Pd, la teodem Paola Binetti rimane sulle spine

di Domenico Giampetruzzi
La deputata teodem del partito democratico, Paola Binetti, non ha ancora deciso se lasciare o meno il partito. La numeraria dell'Opus Dei era stata al centro di numerose polemiche e attacchi provenienti anche dal proprio partito su numerose questioni etiche, dalla fecondazione assistita all'omofobia.
La stessa parlamentare ha espresso numerosi dubbi in più di una circostanza sul suo partito schierandosi più volte a fianco di Francesco Rutelli. Per la verità c'è da aggiungere che le critiche al Pd sono state avanzate anche da altri esponenti di spicco dello stesso partito. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la vittoria alle primarie di Pierluigi Bersani. Il benvenuto al nuovo segretario del Pd è stato dato dal fondatore del partito, Walter Veltroni.
«Se il Pd -afferma Veltroni- rifluisce sulle posizioni della sinistra socialista o se punta alla Grande coalizione, il Pd si suicida. E, nel breve periodo, una coalizione che metta insieme l'Udc e la sinistra radicale è semplicemente impensabile. Ci vuole un'alleanza riformista, che abbia però al centro un partito grande, un partito di centrosinistra».
«Il Pd - ha aggiunto Veltroni - non può che essere un partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria. Altrimenti non è il Pd. Vocazione maggioritaria non è autosufficienza: la vocazione maggioritaria è la condizione per un'alleanza riformista. Altrimenti al Pd è riservata soltanto la sorte di essere minoranza non determinante».
Poi l'abbandono significativo ed importante di un altro numero 1 del partito, l'ex leader della Margherita Francesco Rutelli. Un addio per entrare a far parte dell'Udc oppure per dar vita ad un nuovo soggetto politico sulle orme del grande centro democristiano.
L'ultracattolica Paola Binetti si trova attualmente sulle spine. Non sa infatti che pesci prendere. Pur condividendo a pieno l'analisi politica di Rutelli ha deciso di non decidere.
«La scelta di Rutelli nasce dalla critica di una involuzione del partito in senso socialdemocratico, da uno spostamento evidente a sinistra. Guarderò con attenzione sia al modo in cui Pier Luigi Bersani vorra' organizzare il partito, sia al nuovo progetto politico annunciato dal presidente del Copasir».

1 commento:

storico ha detto...

non mi va di accodarmi al Taffazzismo di chi nel Pd gode nel vedere che le persone se ne vanno . L'uscita di Rutelli è un sintomo di un più vasto malessere che coinvolge i moderati di centro, che stanno traslocando verso Casini o addirittura verso il PDL. IL PD sta fallendo nel suo progetto di riunire le due anime della margherita e dei DS. Alla fine contandosi si rimarrà compiaciuti nell'essere rimasti in quattro gatti duri e puri



La fuga di Rutelli e la diffidenza dell'elettorato moderato verso il PD

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