Travaglio, denunciato per diffamazione mezzo stampa

di Domenico Giampetruzzi
Il giornalista e scrittore Marco Travaglio è stato denunciato dalla famiglia Giusto per ciò che ha scritto nel libro La scomparsa dei fatti. Si prega di abolire la notizia per non disturbare le opinioni.
Il libro è stato stampato presso la ditta “Grafiche Venete” di Trebaseleghe.
Il noto giornalista tv della trasmissione Annozero di Michele Santoro è stato pertanto accusato di diffamazione per mezzo stampa per ciò che ha scritto alla pagina 247 del suo libro. Travaglio criticò e accusò la famiglia Giusto di Cogoleto, in provincia di Genova, di aver effettuato un vero e proprio "sequestro di minorenne con plagio" in riferimento alla bambina bielorussa di nome Maria che tennero con loro oltre il periodo previsto grazie alla complicità di alcuni preti.
"Un episodio -scrive Travaglio nel suo libro- che lascerà tracce indelebili sulla psiche della bimba, addirittura indotta a esibirsi in un video alla al-Zarqawi in cui chiedeva di tornare da mamma e papà (che non sono i suoi, non sono tali), dava in escandescenze e minacciava un suicidio che qualcuno le aveva sciaguratamente suggerito per forzare la mano alle autorità e ottenere un’adozione non dovuta e nemmeno prevista".
Una storia che risale al 2006 e che ebbe un grande risalto ed eco mediatico anche perchè ci furono alcuni problemi tra il governo italiano e quello bielorusso.
Marco Travaglio comparirà di fronte al giudice delle udienze preliminari, Rita Bortolotti, del tribunale di Padova il prossimo 15 dicembre.
Nell'anno in corso il giornalista tv è stato condannato per diffamazione altre due volte. Il 28 aprile 2009 è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di Roma per il reato di diffamazione ai danni dell'ex direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce per quanto scritto in un articolo pubblicato su L'Unità l'11 maggio 2007.
Il 21 ottobre 2009 è stato invece condannato dalla Cassazione al risarcimento di euro cinquemila nei confronti del giudice Filippo Verde a causa di alcune affermazioni giudicate diffamatorie dalla Corte e riportate nel suo volume Il manuale del perfetto inquisito (Fonte Wikipedia).

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