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mercoledì 16 dicembre 2009

Antonio Di Pietro: "Il ministro Giulio Tremonti vuole la mia condanna a morte"

La Redazione
Il grave fatto di cronaca accaduto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi domenica scorsa a Milano aveva fatto presagire la rinascita di un clima politico nuovo e più disteso. Purtroppo non è così. Gli appelli del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del presidente della Camera, Gianfranco Fini, sono andati a finire nell'oblio politico. C'è stato spazio solamente per incrementare le accuse, le querele, gli insulti, le minacce e le polemiche da una parte e dall'altra. I sintomi di una guerra civile ci sono tutti.
Le accuse tra giornalisti sono diventate sempre più forti e violente. Non ultima quella tra lo scrittore Marco Travaglio e il direttore del Riformista Antonio Polito. A ciò si aggiunge il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, accusato dal capogruppo del popolo della libertà alla Camera, Fabrizio Cicchitto, di essere uno dei mandanti morali dell'attentato al premier Silvio Berlusconi. L'ex pm di Tangentopoli secondo quanto dichiarato dallo stesso Di Pietro sarebbe stato duramente criticato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
“Mi è stato riferito -ha dichiarato Di Pietro- che mentre stava guardando il mio intervento in aula (Giulio Tremonti, ndr) sul monitor del Transatlantico di Montecitorio, ha detto al deputato pdl Osvaldo Napoli: ‘Questo è pazzo, va condannato a morte’. Ecco da chi viene la campagna d’odio. Cicchitto in Aula aveva appena emesso una condanna a morte contro Travaglio, Santoro, il gruppo ‘Espresso’, l’Idv e il sottoscritto”. Il ministro ha subito smentito quanto detto da Di Pietro. Intanto sul web il video creato dallo staff dell'Italia dei valori in risposta alle accuse del parlamentare pdl Fabrizio Cicchitto sta sbancando su YouTube.

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