Mafia, Gaspare Spatuzza in aula: "Graviano mi disse che grazie a Berlusconi e Dell'Utri avevamo il Paese in mano"

di Domenico Giampetruzzi
«Nel '94 incontrai Giuseppe Graviano in un bar in Via Veneto, aveva un atteggiamento gioioso, ci siamo seduti e disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo grazie alla serietà delle persone che avevano portato avanti quella storia e non come quei quattro "crasti" socialisti che avevano preso i voti nel 1988 e 1989 e poi ci avevano fatto la guerra. Mi vennero fatti due nomi tra cui quello di Berlusconi. Io chiesi se era quello di Canale 5 e mi disse: sì. C'era pure un altro nostro paesano(Marcello Dell'Utri, ndr). Graviano disse che grazie alla serietà di queste persone ci avevano messo il paese nelle mani».
Lo ha dichiarato il pentito di mafia, Gaspare Spatuzza, che stamattina è entrato nelle aule del tribunale di Torino come testimone del processo d'appello che vede imputato il senatore Marcello Dell'Utri condannato a nove anni in primo grado per concorso in associazione mafiosa. La testimonianza del pentito Spatuzza era molto attesa poichè ha descritto il senatore del Pdl e il premier, Silvio Berlusconi, come interlocutori di Cosa Nostra.
Durante il processo a carico del senatore del popolo della libertà nonchè braccio destro di Silvio Berlusconi e cofondatore di Forza Italia il pentito di Cosa Nostra ha chiesto perdono per quanto fatto e ha analizzato la sua ex associazione mafiosa. «Ho fatto parte -ha affermato Spatuzza- dagli anni Ottanta al Duemila di un'associazione terroristico-mafiosa denominata Cosa Nostra. Dico terroristica per quello che mi consta personalmente, perché dopo gli attentati di via D'Amelio e Capaci, ci siamo spinti oltre, come l'attentato al dottor Costanzo (Maurizio ndr) e quello a Firenze dove morì la piccola Nadia».
L'ex appartenente al nucleo di mafia siciliana si è poi soffermato sulle stragi del '92-'93 che ammazzarono i due magistrati eroi nella lotta alla mafia: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. «Vigliaccatamente Cosa Nostra ha gioito per Capaci e via D'Amelio. Perché erano i principali nemici nostri. Capaci ci appartiene, via D'Amelio ci appartiene - afferma - ma tutto il resto non ci appartiene».

Commenti

Anonimo ha detto…
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