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giovedì 28 gennaio 2010

Marco Travaglio analizza la debacle del PD alle primarie pugliesi

La Redazione
Della vittoria di Nichi Vendola alle elezioni primarie pugliesi e del conseguente schiaffone dato al Partito democratico di Pierluigi Bersani e Massimo D'Alema si è scritto molto anche sulla stampa estera. Una vittoria schiacciante per Nichi Vendola ma umiliante per un partito politico come il Pd che in termini di peso politico è quindici volte più potente di Sinistra e Libertà. Marco Travaglio in un bellissimo articolo scritto sul Fatto Quotidiano analizza la debacle del Pd in Puglia soffermandosi sulle gravi responsabilità politiche dei dirigenti del Partito democratico e sulla nefasta strategia indicata dai giornalisti del Corriere della Sera.
"Alle primarie di cinque anni fa -scrive Marco Travaglio- D’Alema ordina di votare Boccia e loro votano Vendola al 51%. Ora D’Alema riordina di votare Boccia e loro rivotano Vendola, ma al 75%. Percentuale che a Gallipoli, casa D’Alema, sale all’80 e a Fasano, casa Latorre, all’85. Più passa il tempo e meno gli elettori capiscono le alte strategie dell’Attila del Tavoliere. Non che Boccia fosse proprio senza speranze: le ha perse quando D’Alema ha deciso di dargli una mano. In quel preciso istante persino Vendola, con tutte le cazzate che ha fatto in questi ultimi mesi, è parso uno statista. Quando poi Max ha dichiarato che “Vendola ha fallito come leader” e “io non ho mai perso un’elezione in vita mia”, è apparso chiaro che Nichi avrebbe stravinto. Quando infine Max ha assicurato a Boccia che, alla peggio, avrebbe “perso bene”, il giovanotto ormai terreo si è visto definitivamente perduto. Infatti, candidato di un partito al 30%, s’è fatto doppiare da quello di un partito al 2%. Un trionfo".
"Nel giro di un mese -prosegue Marco Travaglio- l’Attila di Gallipoli ha trasformato il centrosinistra in un campo di Agramante in una delle poche regioni in cui, nonostante lui, aveva ancora un senso e qualche voto. Ma niente paura: nemmeno le primarie in Puglia serviranno da lezione. E’ già pronto l’alibi: non potendo dare la colpa a Di Pietro (che si è detto pronto a sostenere tutti i candidati indicati dal Pd, purché gli vengano comunicati prima delle elezioni), il capro espiatorio è già stato individuato nel sindaco di Bari, Michele Emiliano, che per dar retta a Max è uscito pure lui con le ossa rotte dal Risiko dalemiano. Ora Attila è atteso dalla mission più impossible della vita: dopo aver perso tutte le elezioni e averle fatte perdere anche a Boccia e al Pd, deve riuscire a perdere pure la Puglia contro un Carneade scelto da quel genio di Raffaele Fitto. Ma, con un po’ d’impegno, ce la può fare".

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