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giovedì 11 febbraio 2010

Luigi De Magistris e Nichi Vendola: patto d'acciaio contro Antonio Di Pietro

di Domenico Giampetruzzi
Il quotidiano online "Il Riformista" ha pubblicato un articolo in prima pagina a firma di Tommaso Labate sulla probabile nascita di un movimento politico-culturale che avrà in Luigi De Magistris e Nichi Vendola i principali fondatori. La nuova «Cosa della sinistra» dovrà nascere subito dopo le elezioni regionali nel caso in cui Nichi Vendola venga confermato presidente della Regione Puglia e Vincenzo De Luca perda le elezioni regionali in Campania. In questi giorni sulla carta stampata e sul web si continua a discutere della svolta di Antonio Di Pietro all'ultimo congresso dell'Italia dei valori.
La scelta di appoggiare il plurindagato Vincenzo De Luca del Partito democratico non è affatto piaciuta a Luigi De Magistris e Sonia Alfano dell'Italia dei valori. Malumore e sdegno sono stati espressi sul web dai militanti dell'Idv. Marco Travaglio e Beppe Grillo hanno tirato più volte le orecchie ad Antonio Di Pietro spiegando il perchè del no a Vincenzo De Luca. Luigi De Magistris sostiene pubblicamente e con un video pubblicato sul suo blog personale Giovanni Occhiello come candidato consigliere alle prossime elezioni regionali campane.
E sulla scelta di De Luca l'europarlamentare dell'Idv dichiara: "La scelta -afferma Luigi De Magistris- di appoggiare De Luca come candidato alla guida della Campania non mi vede d'accordo, perché la questione morale è pre-politica e non può esser sacrificata. Pur tuttavia riconosco a Di Pietro il travaglio della scelta, dettata dal fatto che riveste un ruolo politico che in alcuni momenti può comportare una mediazione difficile: quella fra "ragione e sentimento", ideale e pragmatismo. Perciò farò campagna elettorale per il mio partito, ma non per De Luca, senza per questo gridare al tradimento".
"Ribadisco -prosegue Luigi De Magistris- poi che non potevo fare diversamente: lasciare il Parlamento europeo per un'altra missione, quale appunto la corsa alla Regione Campania, significava tradire il mezzo milione di persone che mi hanno votato consentendomi di portare avanti un lavoro che è appena iniziato ma che è importantissimo: lotta alle mafie, allo scudo fiscale, alle frodi e alla corruzione, contro il razzismo, per l'adozione di risoluzioni a tutela dell'ambiente e altro. Abbandonare tutto questo avrebbe significato alimentare quella politique politicienne paludata che non mi convince e non mi appartiene. L'IdV sta pagando il prezzo di aver difeso la Costituzione e la democrazia ed è per questo sempre assediata da più fronti. Il prezzo del rinnovamento per una classe dirigente trasparente che sia degna del Paese, che ho sempre sostenuto essere una sfida di tutti anche del nostro partito, evidentemente è una minaccia per tanti, troppi".
Foto: © Roberto Monaldo / LaPresse 06-02-2010

1 commento:

Anonimo ha detto...

ripongo un'enorme fiducia in De Magistris, spero che continui il suo lavoro di costruzione di un percorso nuovo per il paese. Ma devo rilevare che però il movimento di Vendola ha appoggiato la candidatura di De Luca con una disinvoltura disarmante, e la cosa mi fa riflettere non poco...

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