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martedì 30 marzo 2010

Regionali Puglia, Nichi Vendola confermato presidente. Raffaele Fitto si dimette

di Domenico Gampetruzzi
Il Governatore uscente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è stato confermato presidente dal popolo pugliese. Una vittoria importante e significativa visto e considerato che Nichi Vendola ha ottenuto il 48, 69% del consenso distaccando di ben sei punti percentuali il suo principale avversario, il candidato del Pdl Rocco Palese, che ha ottenuto il 42,25%. Un risultato ancora più positivo rispetto alla vigilia delle elezioni regionali che davano Nichi Vendola in vantaggio di due punti percentuali. La candidatura di Rocco Palese è stata sostenuta apertamente dal ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto poichè non gradiva assolutamente la candidatura dell'ex coordinatrice del Pdl pugliese, Adriana Poli Bortone. Il presidente del Cdm, Silvio Berlusconi, era invece favorevole per la Poli Bortone. I lettori della Gazzetta del Mezzogiorno sono convinti che la sconfitta di Rocco Palese sia da attribuire a Raffaele Fitto come ha anche sostenuto la leader del movimento Io Sud, Adriana Poli Bortone. E così oggi il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto, che cinque anni fa fu sconfitto alle regionali da Nichi Vendola, ha rassegnato le dimissioni.
«Se volessimo essere buoni - ha commentato Adriana Poli Bortone - potremmo commentare le dimissioni del ministro Fitto dicendo che è il gesto di chi vuole assumersi le proprie responsabilità; se invece volessimo dare un più freddo giudizio politico dovremmo dire che questa sembra la abile mossa di chi prova ad anticipare una richiesta che gli sarebbe comunque arrivata di qui a poche ore. Dimettersi per Fitto – spiega in una nota Adriana Poli Bortone – era il minimo che potesse fare di fronte alla terza sconfitta consecutiva: ha perso le regionali del 2005, ha perso le amministrative dello scorso anno, quando il centrodestra si è visto battere nei Comuni di Bari, Foggia e Taranto e nelle Province di Brindisi e Taranto, e ha perso oggi volendo imporre a tutti i costi il proprio pupillo sacrificando la causa di una alleanza politica con Udc e Io Sud, l’unica in grado di battere Vendola. Le dimissioni di Fitto tuttavia – aggiunge la parlamentare di Io Sud - non sono sufficienti: dovrebbe seguire il suo esempio tutta la classe dirigente del Pdl, a partire dai 13 ex An firmatari della lettera contro di me, i quali sono corresponsabili della scelta del ministro di fare a meno di una parte rilevante dell’area moderata di questa regione». «Non si può escludere – conclude Adriana Poli Bortone – che le dimissioni siano oggi soltanto un atto di facciata, firmato con la segreta speranza che il presidente Berlusconi le respingerà: visto dall’esterno del Pdl, non sarebbe affatto un bel segnale, in un momento in cui è chiaro che c'è bisogno di rifondare i presupposti sui quali si fonda l'alternativa a Vendola».
Nichi Vendola ha vinto e convinto gli elettori pugliesi. Se nelle altre regioni il Partito democratico e il centrosinistra ha fatto delle pessime figuracce in Puglia la situazione va molto meglio nonostante il marciume e la merda che hanno lasciato gli ex assessori regionali del Partito democratico. Segno che gli elettori pugliesi hanno saputo ben distinguere le malefatte criminali dei dirigenti del Pd dall'ottimo lavoro svolto dal Presidente Vendola. Ora Nichi Vendola dovrà fare piazza pulita di alcuni macabri politici regionali del Pd per non incappare in altri micidiali buchi alla sanità pugliese. Nichi Vendola si candida dunque, vedendo la schifezza combinata anche dall'altro fallito dirigente del Pd Pierluigi Bersani, ad essere il vero leader nazionale della sinistra italiana. E parla già da vero leader.
«Non possiamo pensare di vincere - dice Nichi Vendola alla sua coalizione - se ragioniamo con lo schema Berlusconi e anti-Berlusconi. Possiamo vincere se al berlusconismo contrapponiamo una idea di partecipazione democratica, di coinvolgimento delle giovani generazioni, cioè se riusciamo a trasformare la politica che oggi è percepita soprattutto dalle generazioni più giovani come criptica, astrusa, autoreferenziale, cinica, fredda. Credo - ha proseguito Nichi Vendola - che ciascun attore del centrosinistra sia inadeguato, sia portatore di una storia parziale, di cose anche importanti, ma del tutto inadeguato alla necessità di ricostruire una egemonia culturale e politica a sinistra. Ciascuno di questi attori dovrebbe fare un passo indietro, per poter fare tutti insieme un passo avanti. Nel centrosinistra mancano le forme dell’agire politico, mancano ancora le parole. Il vocabolario dell’alternativa non è stato ancora scritto».

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