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martedì 13 aprile 2010

Riforme, Beppe Grillo: "L'Italia al servizio di Silvio Berlusconi e dei suoi problemi giudiziari"

La Redazione
Beppe Grillo non usa mezze misure per attaccare il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in materia di riforme. Per il leader del movimento V stelle la risposta del mondo politico e istituzionale ai problemi del Paese, che sono tantissimi, la si trova in quelle leggi miserabili e incostituzionali che servono a risolvere i problemi giudiziari del presidente del Cdm, Silvio Berlusconi. Il tutto grazie alla complicità del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. E lancia l'offensiva contro i politici di professione che secondo lui sono dei cialtroni a cui deve essere vietata la televisione.

"La risposta - afferma Beppe Grillo sul suo blog - alla disoccupazione, alla chiusura delle fabbriche e forse del Paese sono le leggi miserabili e incostituzionali per risolvere i problemi giudiziari di un ultrasettantenne inceronato approvate dopo un teatrino da un ultraottantenne che quando non dorme firma. Le riforme sul presidenzialismo alla francese, con la correzione alla moldava e il doppio turno alla portoghese sono come l'orchestrina che suonava sul Titanic. La gente corre alle scialuppe e indossa i giubbetti di salvataggio mentre un gruppo di irresponsabili pensa a come dividersi quello che resta del bottino. I politici sono diventati i nostri padroni, noi i loro servi, più o meno inconsapevoli".
"La piramide - prosegue Beppe Grillo - va rovesciata, chi è eletto deve svolgere un solo compito, applicare il programma e informare i cittadini. I politici usano il mandato per accrescere il loro potere e la loro visibilità. I nostri dipendenti dovrebbero lavorare per noi, ma trascorrono il loro tempo in televisione a parlarsi addosso e a improvvisarsi leader con la complicità di giornalisti genuflessi. La televisione deve essere vietata ai politici, vadano a svolgere il compito per cui sono pagati in Parlamento, nelle Regioni o nei Comuni. Ognuno -scrive Beppe Grillo - vale uno e il politico vale uno come gli altri perché deve rendere conto del suo operato alla comunità. I divi della politica sono per lo più dei cialtroni in cerca di visibilità e di privilegi. Si occupano di tutto tranne che del loro mandato. Questo deve finire".

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