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martedì 4 maggio 2010

Lega Nord, Umberto Bossi e Roberto Calderoli snobbano le ricorrenze dell'Unità d'Italia

La Redazione

"Non so se ci sarà un ministro leghista presente non ne ho la minima idea. L’anniversario in sé non ha molto senso, non può essere un totem, e la risposta migliore sarà la realizzazione dell’unità attraverso il federalismo. Non è il momento di alzare le bandiere ma di trovare soluzioni". Lo ha dichiarato il ministro leghista Roberto Calderoli che di fatto ha snobbato la festa più importante per un italiano. Stesso discorso pronunciato dal leader della Lega Nord, Umberto Bossi. "Le celebrazioni - ha dichiarato Umberto Bossi - per i 150 anni dell'unità d'Italia mi sembrano le solite cose inutili, un po' retoriche. Non so se ci andrò, devo ancora decidere. Ma se dovesse chiamarmi Napolitano. Il presidente Napolitano mi è sempre stato simpatico". Il grande sogno della secessione è ancora vivo e vegeto nel cuore dei padani leghisti. Il loro disegno politico sta portando i frutti sperati, anche grazie alla concreta collaborazione con il Pdl di Silvio Berlusconi, e fra qualche anno avranno in mano tutto il Nord.

Unica voce fuori dal coro all'interno della maggioranza di Governo è stata quella del presidente della Camera, Gianfranco Fini. "Ovviamente depreco l'atteggiamento di Roberto Calderoli di sostanziale negazione dell'unità nazionale. Però non mi meraviglia affatto, la Lega in fondo non è un partito nazionale. I sostenitori di Bossi, lo sappiamo, si sentono figli di una nazione tanto inesistente quanto retoricamente declamata, la Padania, e dunque non me la prendo con loro. Nel mio intervento alla Direzione del Pdl, che tante polemiche suscitò, mi ero permesso di chiedere - prosegue Gianfranco Fini - per quale motivo un grande partito nazionale come il nostro non ha presentato un solo progetto per celebrare degnamente questo anniversario? E non sarà - si domanda il Presidente della Camera - avevo chiesto, perché gli amici della Lega escludono che ci sia qualcosa da festeggiare?".

Gianfranco Fini anticipa che "si sta lavorando all'ipotesi di celebrare il centocinquantenario anche con una seduta comune del Parlamento, in cui prenderà la parola il Capo dello Stato. Il Pdl rappresenta il maggior partito italiano e avendo contribuito a fondarlo, considero molto grave che il Pdl non prenda sue iniziative per celebrare l'Unità. L'anniversario - secondo Fini - va colto come l'occasione perché tutti ci si interroghi su cose molto più serie, su ciò che vuol dire essere italiani. Oggi, non ieri. Ora - dichiara Gianfranco Fini - occorre festeggiare la ricorrenza guardando alle sfide del domani, alle riforme strutturali di cui abbiamo così bisogno: se qui si continua a vivere sul quotidiano, a privilegiare ciò che è contingente rispetto a quanto sarebbe strategico, a rinfacciarsi reciprocamente colpe, torti, omissioni, come possiamo lamentarci poi se il cittadino si sente sempre meno figlio di una stessa comunità nazionale? I trentacinque milioni stanziati dal governo per l'anniversario sono un'inezia!".

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