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mercoledì 5 maggio 2010

Lettera denuncia ex responsabile ditta appalto Poste Italiane

di Francesco Carbone
Mi chiamo Carbone Francesco e le scrivo per metterla al corrente della mia situazione che ha a dir poco dell'incredibile. Ho denunciato con denuncia querela i capi della procura di Verona Papalia e Schinaia i quali, pur avendo in mano tutte la prove fornite da me allegate alla mia denuncia contro alti dirigenti Di Poste Italiane, Dirigenti dell'Ispettorato del Lavoro, Dirigenti dello Spisal, ditte appaltanti e un dirigente della Cgil, non hanno fatto alcuna indagine e dopo 17 mesi e 8 giorni hanno archiviato la mia denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede. Hanno leso il mio diritto di avere giustizia per i diritti negati. Brevemente le spiego la situazione.

Io per 7 anni sono stato responsabile su Verona della ditta che ha l'appalto di Poste Italiane fino a quando sono stato costretto a dare le mie dimissioni a seguito di minacce e vessazioni ricevute dall'amministratore della ditta appaltante e dagli alti dirigenti di Poste Italiane per le mie lamentele sulle lacune lavorative che praticamente erano: nessun tipo di sicurezza e igiene sul posto di lavoro, obbligati a fare lavori che non ci competevano per contratto, presenza di lavoratori in nero, straordinari sottopagati in nero, mezzi di trasporto mal messi e spesso senza revisione, continui insulti e minacce dal personale e dai dirigenti. Praticamente ho denunciato i fatti al dirigente della Cgil il quale oltre a non fare niente mi ha consigliato di non disturbare gli alti Dirigenti di Poste Italiane in quanto avrei perso il posto di lavoro e vedendo la mia perseveranza, ha riferito a tutti gli autisti che per colpa mia e delle mie continue lamentele avrebbero perso il posto di lavoro, creando attorno a me il vuoto.

Ho denunciato presso l'ispettorato del lavoro la presenza all'interno di Poste Italiane di lavoratori in nero con tesserino identificativo fornito dai dirigenti di Poste Italiane e non è stato fatto alcun controllo. Ho denunciato presso lo Spisal di Verona tutte le irregolarità riguardanti la sicurezza e igiene nei posti di lavoro ed è stato fatto solo qualche controllo. Dopo tutto ciò essendo sicuri di essere intoccabili, il Direttore del Triveneto di Poste Italiane Roberto Arcuri manda una raccomandata al mio datore di lavoro obbligandomi a non entrare in tutti gli uffici di Poste Italiane e di consegnare il pass di entrata, in quanto elemento indesiderato per aver chiesto il rispetto del contratto e della sicurezza sul lavoro.

A questo punto prendo tutta la documentazione in mio possesso (documenti, foto e video) e vado a presentare denuncia alla Procura della Repubblica allegando il tutto. Dopo un mese il mio avvocato viene convocato per consegnare alla procura tutti i numeri di telefono di tutti i lavoratori in nero e poi il nulla. Nessuna convocazione e dopo 17 mesi e 8 giorni , dopo che gli appalti erano stati riconsegnati alle stesse ditte, il capo della procura Schinaia mi archivia la denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede con nessuna motivazione e senza interpellare il Gip (FACCIO PRESENTE CHE ALL'EPOCA DEI FATTI OLTRE A ESSERE PERSONA OFFESA DAI REATI ERO INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO OBBLIGATO DAL CODICE PENALE A DENUNCIARE FATTI DI RILEVANZA PENALE). Secondo lei è giusto e normale in una Nazione definita Civile, perdere il posto di lavoro, perdere la dignità, perdere il diritto di avere giustizia per aver fatto il mio dovere e aver preteso i miei diritti? Mi sono dovuto ritrasferire con tutta la mia famiglia nella mia terra di origine la Sicilia.

Mi ritrovo disoccupato da 2 anni, deriso e guardato male da tutti in quanto mi sono messo contro alti Dirigenti pensando di avere giustizia e come ciliegina sulla torta mi viene negato il diritto di chiedere il risarcimento dei danni subiti da me e dalla mia famiglia. Agli atti mancano documenti importanti che erano stati inseriti a loro dire dai miei avvocati e che comunque dovevano inserire i direttori di ulls e direzione lavoro nelle loro misere e false perizie. Per questo motivo e per tutti gli altri motivi gravi ho scritto al presidente della repubblica e al ministro alfano chiedendo che immediatamente vengano inviati gli ispettori a verona per sequestrare e verificare l'operato del capo della procura. Ancora una volta nessuno si muove e nessuno fa niente. Ho consegnato la richiesta fatta al ministro alfano e la lettera al presidente della repubblica allegando tutta la documentazione in mio possesso più le denunce anche a: Procura di Roma, Procura Generale di Roma e Consiglio Superiore della magistratura. A tutt'ora nulla...........

VI SEMBRA UN MOTIVO VALIDO PER PROTESTARE DAVANTI IL PARLAMENTO? VI SEMBRA GIUSTO NON AVERE IL DIRITTO DI ESSERE ASCOLTATO? VI SEMBRA GIUSTO CHE NESSUN GIORNALISTA ABBIA IL CORAGGIO DI PUBBLICARE LA MIA STORIA? DAVANTI AL PARLAMENTO HO PORTATO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE CON TUTTE LE DENUNCE CHE HO FATTO FINO A ORA COMPRESE LE DENUNCE QUERELE CONTRO I MINISTRI ALFANO BRUNETTA SACCONI PER ART 328 C.P.

UN ONOREVOLE DOVEVA ESSERE PRESENTE PER FARGLI VISIONARE IL TUTTO E QUANDO L'HO CHIAMATO AL CELLULARE SI E' NEGATO FACENDO FINTA DI NON CONOSCERMI. PUR AVENDO UNA PETIZIONE ON LINE MI NEGANO ANCHE IL DIRITTO DI AVERE UN'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.

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