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giovedì 6 agosto 2009

MAFIA-AFFARI-PD IN PUGLIA, IL PRESIDENTE PDL GASPARRI CHIEDE L'INTERDIZIONE DI VENDOLA

di Domenico Giampetruzzi

Le inchieste che stanno paralizzando il centro-sinistra della Regione Puglia sullo scandalo sanità continuano a tambur battente. Il pm Desirèe Digeronimo ha messo in luce l'intreccio criminale tra esponenti del centro-sinistra, come il senatore del Partito democratico Alberto Tedesco, il clan mafioso del quartier Libertà, gli Strisciuglio, e la classe imprenditoriale rei di aver messo su una vera e propria organizzazione criminale. Mi auguro vivamente che il pm Digeronimo vada avanti nella sua battaglia di civiltà e rispetto delle leggi come sta egregiamente facendo senza fare la fine dell'attuale sindaco di Bari, Michele Emiliano. Il primo cittadino di Bari prima di diventare sindaco era un magistrato, per la verità lo è ancora. Un magistrato di spicco che portò avanti con un suo collega l'inchiesta scomoda denominata "Missione Arcobaleno". Un'inchiesta relativa alla missione umanitaria in Albania dove circa 160 container furono presi d'assalto nel campo di Valona e che erano destinati ai fuggiaschi del Kossovo. All'epoca in Italia governava il leader maximo, Massimo D'Alema. L'inchiesta fu avviata dopo che il programma di Canale 5 'Striscia la notizia' riprese il saccheggio dei containers e 'Panorama' pubblicò una videocassetta. Erano evidenti anche le responsabilità politiche del governo e del suo capo di governo, Massimo D'Alema, che era stato coinvolto e poi per il quale fu chiesta e ottenuta l'archiviazione. Dopo tanto clamore l'inchiesta svanì nel nulla con Massimo D'Alema che premiò i due magistrati offrendo le poltrone di sindaco di Bari a Michele Emiliano e la poltrona di parlamentare all'altro pm. Un altro intreccio vergognoso e schifoso al limite della corruzione.

Intanto il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, torna ad attaccare il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, chiedendone l'interdizione. "Se la magistratura barese di fronte allo scempio della sanità pugliese fatto dalla sinistra, esita nell´indagare il presidente della giunta, Vendola non potrà evitare la sua interdizione. Delle due l´una - ha detto Gasparri - o Vendola è coinvolto nel disastro, come ci appare evidente essendo la sanità la sostanza del potere regionale, o non si è accorto di nulla, ipotesi risibile, e allora la sua palese inadeguatezza a ruoli pubblici dovrebbe portare ad un suo formale esautoramento. Speriamo che compagni e parenti dei compagni travestiti da magistrati non impediscano questo epilogo".

Secca la replica del governatore Vendola. "Le sue accuse vergognose - ha sottolineato il governatore pugliese - sono la dimostrazione che per lui e i suoi accoliti sia inconcepibile l´idea che si possa svolgere una funzione istituzionale senza ricorrere al ladrocinio. In sostanza, per loro, o uno è fesso oppure è un delinquente. Gasparri piuttosto dovrebbe occuparsi maggiormente del marciume che emerge dall´inchiesta della procura barese e che coinvolge, senza alcun beneficio di inventario, una folta rappresentanza del rampantismo della destra locale".

La controreplica di Gasparri non si è fatta attendere. "Se fosse meritevole di una replica, Vendola, noto utente del turpiloquio, gli direi che la sua gestione politica sta affondando sia sotto il profilo dei risultati che della moralità. Ma non merita repliche. I fatti sono chiari - ha sottolineato il capo dei senatori del Pdl - il caso Tedesco e il caso Vendola confermano il tracollo della sinistra. La sua arroganza e la sua certezza di impunità si fondano su una storia tutta da scrivere della magistratura pugliese. Ha poco da urlare. Si dimetta. E´ un fallito sotto il profilo politico e morale".

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