MAFIA-AFFARI-PD IN PUGLIA, LA SINISTRA SI SCAGLIA CONTRO IL PM ANTIMAFIA DESIREE DIGERONIMO

di Domenico Giampetruzzi
La gestione della sanità pugliese è oggetto negli ultimi mesi di importanti inchieste da parte dei pm baresi. La figura chiave della magistratura barese è l'intraprendente e coraggiosa Desirèe Digeronimo. Per capirci meglio, la Digeronimo è il magistrato barese che l'anno scorso ha mandato in cella 21 mafiosi baresi appartenenti al clan camorristico degli Strisciuglio nonostante ricevesse e continua a ricevere minacce di morte quotidiane. Un pm che lotta quotidianamente contro le organizzazioni criminali e che ha come modelli guida i pm italiani antimafia per eccellenza: Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Ultimamente il pm barese ha scoperto un'organizzazione criminale guidata dal senatore del Partito democratico, Alberto Tedesco, che aveva in mano la gestione di appalti, nomine Asl e forniture sanitarie in stretta collaborazione con il clan mafioso degli Strisciuglio. Un mix di affari, tangenti e voto di scambio che ha messo sotto accusa il centro-sinistra regionale. Di certo non stanno facendo una bella figura i paladini politici della giustizia appartenenti alla sinistra pugliese: il governatore Nichi Vendola e il sindaco di Bari, Michele Emiliano. Questi ultimi che non hanno digerito le inchieste della magistratura anche perchè erano convinti che il pm Digeronimo fosse un grande e ottimo magistrato fin quando indagava sul clan degli Strisciuglio e non sul malaffare nella sanità pugliese tra sinistra e mafia locale.
E così da maestri del giustizialismo sono passati a fervidi accusatori del lavoro dei magistrati. In Italia d'altronde solo se i magistrati attaccano il premier, Silvio Berlusconi, sono degli eroi ma se poi attaccano il loro culo diventano dei satanisti corrotti e parziali. Il doppio peso e le doppie misure che detesto caparbiamente.
E così i due esponenti della sinistra regionale hanno attaccato duramente il lavoro e la reputazione del pm Desirèe Digeronimo.
"Scommetto -ha affermato Emiliano- che questa inchiesta al contrario di quella che riguarda le escort finirà nel nulla. Questi magistrati - prosegue il sindaco, atteggiandosi a primo della classe - non sono abituati a questo tipo di indagine". Roba da pazzi se pensiamo che anche lui è stato magistrato e per di più è stato premiato da D'Alema a fare il sindaco per abbandonare l'inchiesta scomoda denominata "Missione Arcobaleno" che mise in serio imbarazzo l'ex premier pugliese.
Il governatore Vendola in una lettera denigratoria inviata al pm barese ha scritto: "La sua indagine, dottoressa Digeronimo, sta diventando, suo malgrado, lo strumento di una campagna politica e mediatica che mira a colpirmi. Qualcuno sta costruendo la mia morte. La prima anomalia -conclude il governatore pugliese- è che la Digeronimo non abbia sentito il dovere di astenersi perché la sua rete di amici e parenti le impedisce di svolgere con obiettività questa inchiesta". Cioè ora l'accusano anche di essere poco obiettiva minacciandola di abbandonare il proprio lavoro di magistrato. Non si può tollerare da cittadino attivo e democratico simili attacchi eversivi e personali oltre alle interferenze minacciose di personaggi politici di questo calibro. Ma nessuna cassandra della sinistra ha gridato allo scandalo perchè in questo caso non c'entra Silvio Berlusconi...
L'unica voce sollevatasi a favore del pm è stata quella del vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, che ha chiesto la possibilità di tutelare l'autonomia del pubblico ministero titolare delle indagini e ricordando a Vendola che il pm Digeronimo deve agire in autonomia senza nessuna interferenza politica. Siamo tutti con te, forza Desirèe!!!