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martedì 3 novembre 2009

Corte europea dei diritti dell'uomo, sentenza storica sulla presenza dei crocifissi nelle scuole

di Domenico Giampetruzzi
Soila Lautsi, una casalinga di origine finlandese ma di nazionalità italiana, dal 2001 presentò una serie di ricorsi alla giustizia italiana sulla presenza del crocefisso nelle aule dell’istituto comprensivo Vittorio da Feltre di Abano Terme frequentato dai suoi figli di 11 e 13 anni. La questione ebbe un grande risalto mediatico.
Prima il Tar del Veneto e poi il Consiglio di Stato diedero torto alla signora Lautsi poichè ''il crocefisso è un simbolo della storia, della cultura e dell’identità italiana'' e pertanto ''è diventato uno dei valori secolari della Costituzione italiana e rappresenta i valori della vita civile''.
La signora non si perse d'animo e fece ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo che ha sede a Strasburgo proprio perchè era convinta delle sue idee.
La Corte ha accolto oggi il ricorso della donna di origine finlandese perchè ''la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e del diritto degli alunni alla libertà di religione''.
Secondo la corte "la presenza di un crocifisso può essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un segno religioso e far sentire loro di essere in un ambiente scolastico che influenza le scelte legate alla religione, si legge nella sentenza, pubblicata sul sito della Corte. La libertà di non credere -si legge nella sentenza- in nessuna religione non è limitata all'assenza di servizi religiosi o di educazione religiosa: è estesa alle pratiche e ai simboli che esprimono un credo, una religione o ateismo". "Questa libertà -secondo i giudici della Corte- merita particolare protezione se ciò che esprime un credo è piazzato in una situazione che non si può evitare, o si potrebbe farlo solo attraverso sforzo e sacrificio sproporzionato".
Inoltre il governo italiano deve risarcire alla signora 5mila euro per danni morali.
In Italia come sempre accade la sentenza non è stata ben accolta nè dal Governo e nè dal Vaticano. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini va al contrattacco perché secondo lei la presenza dei crocefissi in aula "non significa adesione al Cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione".
Per fortuna che la laicità dello Stato italiano viene tutelata da cittadini europei diventati italiani e salvaguardata da istituzioni sovranazionali come la Corte europea dei diritti dell'uomo.

8 commenti:

Umberto Bocus ha detto...

Come credente sono certo che i giudici saranno condannati alle fiamme della "geenna" eterna. Ormai non ci resta che giudtizia divina la sola in grado di dare a ciascuno il suo.
Umberto Bocus

Domenico Giampetruzzi ha detto...

Mi dispiace Umberto,
ma il tuo discorso andava bene nel Medioevo quando regnava l'ignoranza e la totale servitù dell'individuo alla Chiesa cattolica....
Per fortuna c'è la Corte di Giustizia dei diritti dell'uomo che fa capire a noi italiani quanto siamo ancora retrogadi...

Paperivuorineuvos ha detto...

Sono dalla parte delle tradizioni, anche se sono una finlandese. E credo che gran parte di noi finlandesi in Italia sono dáccordo con me.

Paperivuorineuvos ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Domenico Giampetruzzi ha detto...

Il problema non è eliminare le tradizioni quelle rimangono sicuramente nella storia di un popolo....il problema è un altro...L'Italia è uno stato laico e pertanto non bisogna esporre nei luoghi pubblici nessun crocefisso o simbolo religioso perchè bisogna rispettare tutti anche chi non la pensa come la maggioranza...E poi la religione appartiene alla sfera privata dell'individuo e non in quella pubblica...Un cattolico nella sua casa o nel suo ufficio può mettere tutti i crocifissi che vuole ma negli uffici dello Stato no...Tutto qui...Un ragionamento logico e semplice che purtroppo la classe politica italiana stenta a capire...

Anguel ha detto...

Peccato che non si tratta della "Corte di giustizia dell'UE", come invece sostiene l'autore, bensì della Corte europea dei diritti dell'uomo che con l'UE non ha nulla a che fare. La Corte europea dei diritti dell'Uomo è una istitutizione internazionale, istituita nell'ambito del Consiglio d'Europa, per salvaguardare il rispetto della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Indi, è una cosa diversissima rispetto alle istituzioni operanti nell'ambito dell'UE.

ritviecav ha detto...

Ma io dfifendo quella croce, scrive Marco Travaglio. E io sono d´accordo.

Domenico Giampetruzzi ha detto...

Anguel hai pienamente ragione...

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