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sabato 20 marzo 2010

Isola dei famosi, Aldo Busi: "Papa Ratzinger è un gay represso". Radiato dalla Rai

di Domenico Giampetruzzi

Mercoledì sera è andata in onda su Raidue un'altra puntata scoppiettante del reality show, l'Isola dei famosi. A farla da padrona come dall'inizio della trasmissione il naufrago Aldo Busi. Lo scrittore bresciano è stato il protagonista assoluto di questa fase iniziale dell'Isola dei famosi per i suoi scontri e liti con gli altri concorrenti del reality show. Nell'ultima puntata dell'Isola dei famosi oltre a Loredana Lecciso, che ha perso la sfida al televoto contro il non famoso Davide Di Porto, anche Aldo Busi ha abbandonato l'Isola dei famosi.

Se nel primo caso la showgirl salentina ha abbandonato l'Isola dei famosi perchè l'ha decretato il pubblico al televoto nel secondo caso è stato lo scrittore che di sua spontanea volontà ha preferito abbandonare il gioco altrimenti come ha detto lui stesso l'avrebbe addirritura vinto. Aldo Busi prima di lasciare tutto ha lanciato alcuni attacchi al Governo italiano, presieduto da Silvio Berlusconi, perchè non sta facendo nulla in materia di aliquote fiscali e al capo della Chiesa Cattolica Romana, Papa Benedetto XVI. Aldo Busi ha criticato l'accesa omofobia di Papa Ratzinger dichiarando che forse come spesso succede il primo omofobo non è altro che uno dei tanti gay repressi.

«Se anche il Papa -ha asserito Aldo Busi- si scaglia contro gli omosessuali, forse è quello che ormai è risaputo.. L’omofobo è un omosessuale represso». Dichiarazioni tabù e scandalose per un'Italia retrogada e medievale poichè hanno toccato i due grandi capi di potere del Paese ( il Papa e Silvio Berlusconi) che hanno comportato la radiazione di Aldo Busi dalla trasmissione l'Isola dei famosi e da qualsiasi programma della Rai. Una scelta ridicola e assurda oltre ad essere goffa che è stata criticata da Michele Santoro, Morgan, Aldo Grassi. La censura e l'arretratezza culturale trionfa come sempre nella nostra ipocrita italietta...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutto va come deve andare: la censura rai sullo Scrittore conferma l’onestà intellettuale di Busi prima di tutto e, in secondo luogo, che quel covo di troie clericali, di fascisti clericali, di pedofili clericali che dirigono la televisione di Stato, meritano di fare i programmi che fanno e di farseli condurre e animare da sguattere sfatte rifatte e strafatte come l’Amara Ventura e la Si-mona Venier. Solo chi legge Busi non aveva bisogno di queste conferme.

Pier Angelo Sanna

alessio di benedetto ha detto...

HA RAGIONE BUSI SONO DEI GAY REPRESSI, LO DICE UN'INDAGINE DEL PRETE DREWERMANN, RIMOSSO DA BENEDETTO XVI:
Ma ciò che ancor più mandò su tutte le furie Ratzinger sono le posizioni di Drewermann su celibato sacerdotale, aborto, ordinazione delle donne e morale sessuale, i soliti dilemmi che gli omofobi e sessuofobi non vogliono neppure sentir nominare, per non cadere in uno sconforto esistenziale che li costringerebbe a riconoscere l’inutilità della loro esistenza e della loro cattiveria, funzionale soltanto a coprire i problemi irrisolti di apostoli falliti. Ciò che scioccò oltremodo la Casta Romana fu il libro, pubblicato nel 1991, Chierici: psicodramma di un ideale , dove l’autore denuncia i meccanismi di rimozione che operano a livello inconscio nei sacerdoti. Il quadro emerso dalla sua ventennale attività di psicoterapeuta di numerosi religiosi è a dir poco preoccupante: rimozione e compensazione portano il seminarista ad entrare nell’apparato chiesastico, che rappresenta per lui una protezione per la sua insicurezza e debolezza psicologica ad affrontare il mondo reale. E se, non estranea alle ormai poche vocazioni è l’incapacità clericale di risolvere problemi legati alla sessualità, viceversa, la vocazione salvifica è il risultato di un viscerale attaccamento alla madre, perverso ed immaturo, come è stato rilevato nel caso di Wojtyla. La Chiesa-Madre diviene così una sorta di utero che proteggerebbe dalla necessità di trovare la soluzione alle proprie pulsioni sessuali. Di qui, il voto di castità e di obbedienza che permette al religioso di rimuovere il problema, facendo finta che non esista più (perciò, tanti casi di pedofilia?).
da:LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ

http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php
www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php

Domenico Giampetruzzi ha detto...

Aldo Busi ha fatto bene a scuotere le coscienze degli italiani...Provocazioni intellettuali che scarseggiano nell'Italia di oggi...

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