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venerdì 16 aprile 2010

Preti pedofili, lettera aperta a Papa Ratzinger

di Alberto Senatore
A Sua Santità Papa BENEDETTO XVI, presso la Santa Sede Città del Vaticano - ROMA - ITALIA
Caro Pontefice, sono Alberto Senatore, classe 1964, sposato felicemente e padre di due figli. Le scrivo, dopo aver letto il programma ufficiale della sua prossima visita apostolica nell’isola di MALTA, in occasione del 1950esimo anniversario del naufragio di San Paolo. Essendo un credente cristiano, ho la santa abitudine di leggere la Bibbia, di conseguenza sono andato a rileggere proprio l’avvenimento di cui sopra: il naufragio di Paolo. La mia attenzione è stata attirata dalle circostanze che provocarono il naufragio della nave su cui Paolo era imbarcato.

ATTI degli APOSTOLI - capitolo 27 13 Appena cominciò a soffiare un leggero scirocco, convinti di potere ormai realizzare il progetto, levarono le ancore e costeggiavano da vicino Creta 14 Ma dopo non molto tempo si scatenò contro l’isola un vento d’uragano, detto allora <<>> 15 La nave fu travolta nel turbine e, non potendo più resistere al vento, abbandonati in sua balia andavamo alla deriva. 18 Sbattuti violentemente dalla tempesta, il giorno seguente cominciarono a gettare a mare il carico; 19 il terzo giorno con le proprie mani buttarono via l’attrezzatura della nave.

Leggendo mi sono fermato a pensare alla reazione di coloro che erano sulla nave. Tutti coloro che erano imbarcati sulla nave, il comandante, il pilota, l’equipaggio, i soldati romani, i prigionieri, tutti erano pienamente consapevoli che ormai erano in balia della tempesta. Ho immaginato la preoccupazione, la paura, la rassegnazione, la disperazione di chi capisce che è finita, e sa che non c’è nessuna possibilità di salvarsi. Ciò nonostante, fanno quello che possono per non affondare; alleggeriscono la nave. Gettano a mare il carico e buttano via le attrezzature della nave. Pensando alla tempesta che sballottava la nave di Paolo, mi è risaltato subito un parallelo con la tempesta che la Chiesa Cattolica sta attraversando in questo tempo, provocata dallo scandalo sulla pedofilia clericale. Paragonando la Chiesa Cattolica, alla nave e quindi Sua Santità al comandante della nave, mi è nata una domanda: Ma il Comandante della Chiesa Cattolica, sta alleggerendo la sua nave?
Riflettendo sul carico e sulle attrezzature della Chiesa Cattolica, mi permetto, umilmente, di dare un consiglio a Sua Santità: sarebbe opportuno, anzi vitale per la sopravivenza della Chiesa Cattolica, che Lei desse subito l’ordine di alleggerire la nave. Confrontando il vostro carico e le vostre attrezzature, con le Sacre Scritture, ho individuato, a mio modesto parere, le cose che dovreste immediatamente gettare dalla nave. Ed è proprio San Paolo, che Le viene in aiuto, infatti l’apostolo, proprio 1950 anni fa, aveva già stabilito le regole d’imbarco e di navigazione, per la flotta delle navi Cristiane. L’apostolo Paolo, ha lasciato scritto in modo chiaro e semplice, le cose che non dovevano essere imbarcate sulle navi battenti bandiera Cristiana.

dalla PRIMA EPISTOLA dell’ APOSTOLO PAOLO a TIMOTEO capitolo 3

REQUISITI per l’EPISCOPATO 1 E’ degno di fede quanto vi dico: se uno aspira all’episcopato, desidera un nobile lavoro. 2 Ma bisogna che il vescovo sia irreprensibile, non sposato che una sola volta C.E.I. sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, 2 Bisogna infatti che l’episcopo sia irreprensibile, marito di una sola moglie PAOLINE 2 Un pastore deve essere un uomo buono, fedele alla propria moglie, INTERCONFESSIONALE 3 non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. 4 Sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni dignità, 5 perché se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio ?

Questa indicazione di Paolo riguarda la condizione familiare del sacerdote cristiano, che deve essere sposato, e deve anche dimostrare di saper gestire la sua famiglia con decoro e ordine. Questo requisito per l’apostolo Paolo era fondamentale, quindi l’obbligo al celibato, che è l’esatto contrario, essendo opposto alle direttive cristiane, riportate nella Bibbia, è un carico da alleggerire. Mentre per le attrezzature dobbiamo esaminare le indicazioni di Gesù, il Comandante per eccellenza.

EVANGELO SECONDO MATTEO capitolo 15 3 Ed egli rispose loro: <<>

In fede, Alberto Senatore - via De Cataldis 29, Giffoni Valle Piana - ( Salerno ).

GIFFONI - la città del FILM FESTIVAL PER RAGAZZI

1 commento:

alessio di benedetto ha detto...

Ebbene chi era Saulo di Tarso, alias San Paolo, ebreo con cittadinanza romana, nato nella prima decade della nostra èra e morto nel 67 d. C., durante l’impero di Nerone? Perché non lo dichiariamo una volta per tutte che il suo martirio, a Roma, è pura invenzione degli “storici” della Chiesa? E che tale martirio fu utile per imporlo alle masse dei fedeli come una sorta di novello Cristo! E che, sebbene non esista una sola prova che egli fosse giustiziato e tantomeno nella città eterna, “la crocifissione a testa in giù” doveva rimanere per sempre nell’immaginario collettivo, giacché troppo funzionale al sistema di potere del Cattolicesimo. Infine che, a compimento dell’immane bufala, il servizio segreto dell’impero romano cui Paolo apparteneva, poi riciclatosi nell’impero cattolico, impose a tutti i costi la santità del falso apostolo di Gesù. Per quale motivo? Per impedire che gli storici potessero indagare sulla sua vita privata e scoprire quindi la sua vera identità. Sono questi i fatti nodali per comprendere la tela del ragno intessuta da secoli, una tela che ci ha imprigionati tutti e che noi stessi – inconsapevolmente – contribuiamo ad estendere. Il 29 giugno 2009, in occasione del II Millennio della presunta morte a Roma di Paolo, Benedetto XVI ha riconfermato la bufala (ossia la tradizione), annunciando che sono stati rinvenuti resti di ossa risalenti al primo o secondo secolo in una tomba della Basilica di San Paolo a Roma, e ha aggiunto che questo conferma la credenza secondo cui la Basilica ospita i resti dell’apostolo . Per gli archeologi vaticani la credenza è scienza! Ecco la Matrix immonda di un malcostume religioso, il cui unico scopo, ammantato da “ipocrita buonismo pacifista”, è unicamente la salvaguardia del potere temporale e della sua incontenibile ricchezza!
da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ

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