Nucleare, Antonio Di Pietro: "Sarà la Caporetto del Governo Berlusconi"

La Redazione
Il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro è tornato alla carica contro il governo guidato da Silvio Berlusconi sulla questione del nucleare che è entrata di diritto nel dibattito politico italiano degli ultimi giorni. Il Governo Berlusconi dopo le elezioni regionali è tornato a far campagna positiva a favore del nucleare. "In Italia non ci sara' mai il nucleare. Posso assicurare al governo che perseverare su questa linea, in questi termini, sara' la sua Caporetto. La legge italiana - ha commentato Antonio Di Pietro - deve essere cambiata. Non e' possibile che in una democrazia venga sconfessato, da un manipolo di affaristi, un referendum che ha portato l'80% dei votanti ad esprimersi contro il nucleare. Cio' che viene abrogato da un referendum, dovrebbe essere reintrodotto solo tornando ad interpellare direttamente la popolazione, o in alternativa, la piu' ampia rappresentanza della stessa, ossia il Parlamento e non Sarkozy ne' Putin".
"Questo esecutivo - ha continuato Antonio Di Pietro- tradisce perfino i propri elettori. La dimostrazione sta nel fatto che, durante le elezioni regionali, e' stata sospesa qualsiasi campagna pro-nucleare salvo poi riprendere il discorso nella villa privata di Berlusconi. Perfino i governatori delle regioni cadute nella trappola del centrodestra, rifiutano che sia lo Stato a decidere sull'ubicazione delle centrali". E infine l'ex pm di Milano lancia gli ultimi attacchi all'esecutivo Berlusconi.
"L'Italia dei valori - ha concluso Di Pietro - ha scelto la via del referendum contro il nucleare, contro la privatizzazione dell'acqua e contro il legittimo impedimento, e avviera' la raccolta firme su tutto il territorio nazionale a partire dal 1 maggio, per restituire la parola e la dignita' ai cittadini. Il governo tentera' di fare il 'lavaggio del cervello' ai cittadini per salvare i suoi affari, noi faremo informazione per salvare il Paese. Il referendum contro il nucleare e' la linea di demarcazione tra chi vuole tutelare il popolo italiano e chi persegue, invece, tornaconti economici".

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